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Ognibene: «Riapertura della Pecora Elettrica diventi simbolo di rinascita democratica per Roma»

ROMA - A poco più di 24 ore dalla riapertura dopo l’incendio che, nella notte tra il 24 ed il 25 aprile scorso, aveva travolto il locale, la Pecora Elettrica ha subito un altro vile attacco. Alle 3 di questa notte, infatti, ignoti hanno dato nuovamente alle fiamme il locale, da sempre centro culturale apertamente antifascista, vanificando il grande lavoro per la riapertura.
«Un altro vile attacco ad un’oasi culturale e ad un caposaldo di democrazia e confronto» il duro commento di Daniele Ognibene (Capogruppo LeU al Consiglio regionale del Lazio). «La Pecora Elettrica fa paura perché luogo di dialogo aperto a tutti? Perché diffonde cultura e promuove la socialità? Perché tiene le persone unite e fa vivere le periferie? Mi auguro si trovino i colpevoli dell’infamia, perché è inaccettabile che gesti di violenza diventino la regola delle città. La politica di destra portata avanti da Salvini, del resto, punta proprio a questo: disconoscere questi come gravi fatti reali, minimizzando e spostando l’attenzione dei media su altri fatti, come si dice a Roma “buttandola in caciara”. La violenza e la recrudescenza antidemocratica si vive a Roma, a Verona ed in tante città a causa della propaganda di odio disseminata dal leader leghista. Da Ministro dell’interno nulla ha fatto contro la violenza, lo spaccio della droga nelle città e le mafie: è lui il vero colpevole di tutto ciò. Questo luogo comunque – conclude Ognibene – deve tornare ad essere quello che è sempre stato: un riferimento culturale per uno storico quartiere romano come Centocelle. Deve essere l’emblema di una città democratica che vuole battere la violenza».